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Diario


1 agosto 2017

Personaggi

Cumpari Cola




                     Ci sono delle persone, dei personaggi che hanno popolato la nostra giovane età e restano fissati indissolubili nei cassetti della memoria.

                      Questa estate, in una trattoria dove ci siamo attardati per gustare la pasta fatta in casa con il sugo delle polpette, poi le polpette e la melanzana 'mbuttunata -Trattoria Il Gallo d'Oro, Siderno -, rinverdendo insieme al gestore i ricordi che lo hanno legato a mio padre, grande cacciatore il quale era solito frequentare il sito con i suoi amici a degustare le beccacce ed altra cacciagione del proprio carniere, su un muro ho visto la foto di Cumpari Cola.

                        Sono tornato indietro nel tempo remoto ed in quello più recente con l'articolo dedicato da La Riviera online al personaggio de quo (leggi sotto):
"

Era di Siderno l'uomo più originale del Mondo

Lun, 23/05/2016 - 20:01
Proponiamo un pezzo di Titta Foti (1912-1978), giornalista sidernese. Di lui Pasquino Crupi scriveva: "Autodidatta, anarchico, si buttò giovanissimo nella mischia sociale per fare avanzare l'idea di una società senza Stato. (...) Il suo capolavoro rimane Il gazzettino del Jonio".

All'età di 75 anni è morto a Siderno, Nicola Monteverde meglio noto con l'appellativo di Zì Cola o Cumpari Cola. Siderno è una cittadina nota in tutta la Calabria per il carattere estroso e bizzarro dei suoi abitanti ed è molto difficile trovare qualcuno che non sia o almeno non si dimostri, in qualche modo, originale. Ma il re degli originali era appunto Cumpari Cola, perchè la sua vera originalità non era tanto quella esteriore del suo abbigliamento quanto l'altra, del suo carattere, ignorata ai più. Pertanto noi qui intendiamo rendergli omaggio per quella sua vita trascorsa all'ombra di una bandiera che oggi sembra ammainata fra gli uomini: la rettitudine. Perchè fra tutte le sue stranezze, la stranezza più grande era questo suo inconsapevole, forse, ma congenito senso dell'onestà. In un mondo continuamente offeso dal calcolo e dalla bassa astuzia dei mercanti, egli passò miracolosamente illeso e, cosa più sbalorditiva, senza neppure accorgersi che oltre la sua serafica ingenuità, la sua dignitosa rinuncia al baratto della conoscenza con l'utilità, ci fosse dappertutto tanta inguaribile ignoranza morale.
Forse i suoi contemporanei ricorderanno un giorno la sua vita come una curiosa nota di colore. Camminava curvo tenendo il busto piegato quasi ad angolo retto, ma il capo, sul quale posava un beretto imbottito di carta e stracci per il quale contenuto pesava oltre 5 chili, teneva eretto; un'altra grossa imbottitura, sempre dello stesso materiale, aveva attorno alla vita, e questo, credo, gli consentiva di mantenere l'equilibrio del corpo sebbene sembrasse che, ad ogni movimento, fosse sul punto di cadere in avanti, con la testa sul selciato; dormiva in ginocchio, poggiando per terra le mani e su queste il trofeo del suo capo: e spesso fu visto in tale posizione sulal riva del mare, giacchè egli viveva di pesca; qualunque fosse la stagione egli, che non disdegnava la povertà degli stracci che aveva preferiti al suo guardaroba ben provvisto, sottoponeva due volte al giorno il suo corpo a un lungo e meticoloso bagno freddo, talchè mai avvenne che una persona che apparisse nell'abbigliamento trasandata e forse sporca, fosse invece tanto scrupolosamente pulita all'interno.
Ma forse nessuno ricorderà alle generazioni che ci seguiranno ciò che caratterizzava, come abbiamo premesso, la sua meravigliosa personalità. Non odiava, non malediceva, non bestemmiava; amava ogni anima viva, non aveva paura di alcuno.
Salutava tutti: "Buon giorno Vossignoria e salute" e a nessuno sorse mai il dubbio che, per questo suo atto di cortesia elargito come tributo spontaneo di affetto ai suoi simili, egli si degradasse. Viveva poveramente ma nessuno seppe mai trasfigurare questa condizione, detestata dal genere umano, fino a renderla non solo accettabile e dolce, ma addirittura benedetta e sacra al destino degli uomini onesti. Il resto della sua vita è tutta nell'ombra: non aveva parenti; s'ignora chi fossero i suoi genitori e donde provenissero; s'ignora se ebbe moglie e figli; s'ignora se qualcuno piangerà la sua morte.
Veniva dall'ombra: silenzioso e senza sbattere la porta: come si usa fra persone perbene.
E tuttavia il nostro maggior rammarico è che la sua felicità sia rimasta incompresa a tal punto che qualcuno lo scambiò per pazzo.

Autore: 
Titta Foti
"

Ecco la foto da me scattata pochi giorni addietro, con il lampo del flash a coprire parte della sua barba bianca:





permalink | inviato da eugualemcalquadrato il 1/8/2017 alle 4:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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La sua famosa equazione dimostra come L’energia E e la massa m di un corpo non siano indipendenti. Possiamo calcolare l’una a partire dall’altra moltiplicando o dividendo per un fattore c², dove c è la velocità della luce nel vuoto. In altre parole la massa e la luce sono convertibili tra di loro, come gli euro con i dollari, ma al contrario delle monete il tasso di cambio tra energia e massa è fisso.

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