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Diario


30 novembre 2018

Bracciano

Castello e dintorni






                            Complice il tempo soleggiato, quasi primaverile, il 13 dello scorso mese da Trevignano Romano ci siamo portati a Bracciano.

                               In un chiostro c'era un pozzo ed ho ripensato a Socrate.  Costui era coniugato con una donna, Santippe, che è passata alla storia quale moglie - in senso negativo - per  antonomasia. Il Filosofo era solito, prima di rientrare in casa, tirare più volte la carrucola sistemata in vetta al pozzo di famiglia, e poi svuotare il contenuto del secchio, che risaliva con tremendo/rumorosissimo gigolìo, fino in cima, nel "buco".

                               Alla domanda dei passanti incuriositi su un simile comportamento irragionevole da parte di persona stimata, dotata di notevole acume, si sentivano rispondere: "Devo rientrare in casa ed affrontare Santippe, il cigolìo della catena mi abitua alla voce stridula e fastidiosa della consorte!".

                                 Meditate gente, meditate!










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28 novembre 2018

Animali e "bestie"

Aggressività animale




                                          E' la verità; le vere "bestie" sono i cosiddetti padroni i quali non sanno allevare gli animali che vengono in loro possesso. Taluni li incitano all'aggressione; questi soggetti a quattro zampe (ma anche i loro tutori!) devono essere tenuti ed adibiti, semmai, solo alla guardia, in spazi chiusi, e mai a contatto esterno con persone o peggio bambini/ragazzi.

                                                C'è l'istinto di razza, è vero; ma un vero dressatore, amante dei cani, deve sapere come intervenire. Altrimenti ci sono tante razze strutturalmente pacifiche ed i Chihuahua  a disposizione per ottenere la compagnia di un cane di piccolissima taglia; tanto per fare un esempio lampante.

                                               Apparteniamo, padroni e cani, alla categoria degli animali, ma taluni, della prima fattispecie citata, sono anche "bestie"; in senso dispregiativo.


da Il Messaggero:

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Quei cani che fanno paura soltanto a chi non li conosce

Martedì 9 Ottobre 2018 di Marco Pasqua
Quando la gente incrocia Numa e Nerone, nella migliore delle ipotesi, gira al largo preoccupata. Difficile dar loro torto, visto che la stazza è di quelle che fanno impressione. Nerone è uno Stafford Shire Bull Terrier di un anno e mezzo, mentre Numa di anni ne ha due, assomiglia a un Corso, ed è stata salvata da una cava a Fonte Laurentina. Hanno sempre vissuto insieme e sono inseparabili. Il padrone, Enrico, si è abituato a trascorrere buona parte delle loro passeggiate a convincere le persone a fidarsi di questi due cagnoni. Difficile credergli, a parole, vista anche l’attualità (l’ultimo caso di cronaca, ieri, in provincia di Grosseto: un giovane sbranato dai suoi American Staffordshire Terrier), mentre è più facile verificare di persona la loro bontà. Perché Numa e Nerone, al di là della loro irruenza, non hanno mai morso nessuno. E, soprattutto, nelle baruffe con gli altri cani, le hanno sempre prese. Per Enrico e per chi, come lui, ha scelto questo tipo di animali, «se vengono trattati con rispetto ed educati a modo, soprattutto riguardo ai ruoli all’interno della loro famiglia, sono dei cani da compagnia insostituibili». Quando l’aggressività è eccessiva (e patologica) è più facile dare la colpa a Fido: ma la responsabilità è sempre di chi ha due piedi e non 4 zampe. 
marco.pasqua@ilmessaggero.it


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26 novembre 2018

Fiamme

Camino






                                  Ieri ho dato il via alla stagione invernale accendendo il camino.

                               Riprendo così confidenza con le fiamme per abituarmi al "dopo", all'Inferno (?), considerato che i mangia-preti come me non sono più "rosolati" con le fascine sotto i piedi.

                                  Meglio preparasi per tempo!








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24 novembre 2018

Ricerche inutili

Q.I..





                              Mi scompiscio (Totò) dalle risate quando persone dotate di acume perdono il loro tempo su ricerche inutili verificando, peraltro, articoli di stampa per ottenere soluzioni e siglare novità che sono già nel patrimonio conoscitivo degli umani intelligenti.

                                  Ora ci raccontano che il cane è cane e che la sua intelligenza è sovrastimata. Saranno stati altri scienziati a ricavare la conclusione ora eccepita; noi sappiamo bene che tutti gli animali - Uomo escluso - non vanno paragonati agli umani tra i quali, però spesso, il quoziente intellettivo (Q.I.) è ai minimi e gli esempi a dimostrazione della nostra tesi non mancano di certo.

da Il Messaggero:
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«I cani non sono intelligenti come pensiamo». Ricerca inglese: pari a cavalli e piccioni

Mercoledì 3 Ottobre 2018I cani non sono intelligenti come pensiamo. La ricerca: «Capacità cognitive non eccezionali»
Il "miglior amico dell'uomo" non è così intelligente come crediamo. Secondo una ricerca dell'Università di Exeter e della Canterbury Christ Church University, infatti, le abilità cognitive dei cani sarebbero spesso «sovrastimate». I nostri amici a quattro zampe non avrebbero un'intelligenza particolarmente sviluppata, ma semplicemente pari a quella di altre specie animali, come lupi, gatti, orsi, delfini, cavalli e piccioni.

LEGGI ANCHE I gatti allungano la vita: combattono la depressione e fanno bene al cuore

Lo studio, pubblicato sulla rivista Learning & Behavior, ha esaminato più di 300 articoli sull'intelligenza di cani e altri animali e ha riscontrato diversi casi di «sovra-interpretazione» delle abilità dei nostri amici a quattro zampe. «Durante il nostro lavoro - ha affermato il professor Stephen Lea, l'autore principale - ci è sembrato che molti studi di ricerca sulla cognizione dei cani mirassero a dimostrare quanto sono intelligenti questi animali».

La revisione si è concentrata sulla cognizione sensoriale, su quella fisica, spaziale, sociale e sull'auto-consapevolezza. «Considerando tre gruppi presi in esame (animali domestici, cacciatori e carnivori) - ha evidenziato Britta Osthaus, altra autrice della ricerca - la cognizione del cane non sembra eccezionale». «Non stiamo facendo un favore ai nostri amici a quattro zampe aspettandoci troppo - conclude - i cani sono cani, e dobbiamo tenere conto dei loro bisogni e capacità quando consideriamo come li trattiamo».
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P.S.:
Gli scienziati/ricercatori dei miei stivali (eufemismo); eccoli smentiti:
"Il cane si finge randagio per avere gli hamburger, la padrona: «Non nutritela, è già abbastanza grassa»
Chi ha detto che i cani non sono furbi e subdoli come i gatti? Anche se sono i migliori amici dell'uomo, a volte sono davvero capaci di ingannarci, come dimostra la storia di questa cagnolona, di nome Princess, che vive con la sua padrona a Oklahoma City, negli Stati Uniti.

Princess, da qualche tempo, ha scoperto che nei pressi della casa c'è un McDonald's, con tanto di McDrive, dove per tutta la notte gli automobilisti si fermano per uno spuntino. Per questo motivo, il cane quasi ogni sera esce dal giardino di casa per andare davanti al McDonald's, fingendosi un cane randagio con lo scopo di intenerire i clienti e ottenere qualche pezzo di hamburger.

Evidentemente, il musetto dolce e un'interpretazione da Oscar canino devono fare un grande effetto, perché Betsy Reyes, la sua padrona, ha lanciato un appello: «Questo è il mio cane, Princess. Se la vedete all'esterno del McDonald's, per favore, smettete di nutrirla perché ha già un c**o enorme, è grassa e non sa nemmeno come comportarsi. Non è un cane randagio, è solo una furba che si finge un cane di strada per fare pena alla gente e ottenere del cibo».
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21 novembre 2018

Circo con animali

Governo del cambiamento


     


                                Fiducioso attendo che diventi realtà il divieto dell'utilizzo degli animali nel Circo.

                          Se proprio non si vuol rinunciare, si chiudano in gabbie gli umani che si credono esseri superiori rispetto agli altri "animali"! Frusta, forcone e sgabello per  i servitori - volutamente - sciocchi!


da il Fatto Quotidiano del 15 c.m.:

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Animali al circo, un anno fa l’Italia ha preso

l’impegno di vietarne l’uso. Ora agisca

Ambiente & Veleni | 15 novembre 2018
Animali al circo, un anno fa l’Italia ha preso l’impegno di vietarne l’uso. Ora agisca
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Organizzazione no profit

Il 70% degli italiani si dichiara contrario all’utilizzo degli animali negli spettacoli (rapporto Eurispes). Il numero di spettacoli e di spettatori sotto i tendoni vanno a calare di anno in anno (rapporto Censis per Lav). La Fve (Federazione dei veterinari europei) ha dichiarato che i bisogni degli animali “non possono essere soddisfatti in un circo itinerante”. La Fnovi (Federazione italiana ordine dei veterinari) si è unita dicendo che “la soluzione non può che essere la progressiva dimissione”. Sono inoltre già 17 i Paesi europei con leggi che vietano o limitano fortemente l’uso di animali negli spettacoli.

Basterebbero questi dati per capire che l’uso di animali al circo dovrebbe essere qualcosa del passato e per convincere il governo italiano che è l’ora di fare un passo storico e dare il via a un circo davvero umano, fatto solo di acrobati, giocolieri, funamboli, clown e grandi artisti. E potremmo essere davvero vicino a questo momento, visto che entro il 27 dicembre il Parlamento dovrebbe discutere la modalità di dismissione degli animali, come deciso con la Legge sullo spettacolo esattamente un anno fa, quando l’Italia ha preso l’impegno per il “graduale superamento dell’uso degli animali in attività circensi e spettacoli viaggianti”.

A distanza di un anno da quel voto però ancora nessun cenno sul tema. E nel frattempo circa 2mila animali, anche appartenenti a specie in via d’estinzione come elefanti, tigri, leoni, ippopotami e rinoceronti, sono detenuti in circa cento circhi italiani. E se i dati esposti prima non sembrassero sufficienti, basterebbe dare uno sguardo a come vivono gli animali. La loro è una vita triste, che per la continua prigionia genera disagi psicologici, evidenziati da continui movimenti stereotipati. E lo abbiamo documentato in prima persona entrando negli spettacoli o nelle aree zoo accanto ai tendoni.

Nel video che abbiamo appena diffuso si vedono animali costretti a compiere movimenti innaturali davanti all’addestratore munito di frusta e bastone con uncino, così come numerose tigri, giraffe ed elefanti che ripetono in continuazione gli stessi movimenti, ora dopo ora, giorno dopo giorno. La vita nel circo per questi animali è innaturale. Vivono in gabbia, sono costretti a lunghi viaggi, esposti a climi per la maggior parte di loro assolutamente inadatti, costretti a esibirsi sotto le luci e in mezzo al fragore di musica e applausi. Sui metodi di addestramento ci sono testimonianze e prove fotografiche che mostrano quanto siano utilizzati per lo più coercizione e violenza, nonostante i circensi dicano di usare solo il rinforzo positivo.

Il circo non è divertente per gli animali.

 

Il circo con animali è a tutti gli effetti uno spettacolo anacronistico, che non trova più spazio in questa società dove la sensibilità per gli animali è aumentata e dove i bambini e i giovani trovano maggiore interesse in attrattive più moderne. La chiusura dello storico Circo Barnum negli Stati Uniti è un chiaro segno dei tempi che cambiano. E se quello attuale dice di essere il governo del cambiamento, vediamo di non fare passi indietro e di cambiare anche la vita degli animali nei circhi!

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19 novembre 2018

Giustizia?

Dea bendata





                   Ora mi spiego, appieno, il perché della bendatura sugli occhi della dea che rappresenta la Giustizia.

                    Hanno tappato anche le orecchie alla dea e ..., probabilmente, in-giustizia è stata fatta!
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Riccardo Magherini, tutta l’amarezza


che provo

Giustizia & Impunità | 17 novembre 2018
Riccardo Magherini, tutta l’amarezza che provo
Profilo blogger
Avvocato Penalista

Riccardo Magherini era un ragazzo di 39 anni che viveva a Firenze. Ex calciatore della Fiorentina, figlio di Guido che aveva giocato negli anni gloriosi del grande Milan di Rivera, era una persona pulita, padre di famiglia e non aveva mai avuto a che fare con la Giustizia. Aveva un fratello più grande dalla somiglianza impressionante. Andrea.

Riky conduceva una vita assolutamente normale ed era amato e rispettato da tutti. Ma aveva un problema: la dipendenza dalla cocaina. Una dipendenza occulta, silente, come tantissimi assuntori hanno, che quella maledetta notte del 3 Marzo del 2014 si rese drammaticamente manifesta. Dopo una prima parte di serata trascorsa in modo assolutamente tranquillo la mente del povero Riky va in tilt. Non conosciamo quale sia stato il fattore scatenante ma Riccardo viene sopraffatto da una crisi di panico. Teme di essere ucciso. È convinto di essere inseguito da qualcuno che gli vuole sparare. Arriva in Borgo San Frediano chiedendo a gran voce di essere aiutato, di essere salvato. Vuole chiamare la Polizia, i Carabinieri. Letteralmente terrorizzato supplica chiunque incontra di salvarlo.

Le sue richieste di aiuto non rimangono inascoltate e, mentre lui si trova seduto sul marciapiede esausto e in lacrime, arrivano finalmente i Carabinieri. Riky allora va verso di loro. Si inginocchia di fronte a loro pregandoli di non fargli del male e di chiamare la Polizia. I militari comprendono subito la situazione critica e delicata di quella persona e tentano di rassicurarlo. Riccardo si alza e ne abbraccia, grato, uno. Ma qualcuno di loro gli dice che deve andare in caserma con loro. Aveva appena preso di mano da un pizzaiolo del luogo un cellulare per chiamare la Polizia convinto che qualcuno gli avrebbe sparato di lì a poco. Lo restituisce spontaneamente continuando a urlare tutto il suo terrore.

Sente parlare di caserma e si sente, nel suo panico delirante, ancor più in pericolo. I militari sono in 4 e lo circondano. Lui fa come uno scatto e tenta di scappare. Viene preso e ne nasce una violenta colluttazione perché Riky è convinto di dover lottare per la sua vita. Si divincola e non colpisce nessuno volontariamente. Viene subito sopraffatto e costretto a terra in posizione prona, faccia a terra per essere ammanettato. Riky chiede aiuto con voce sempre più forte e disperata tentando di muoversi ma i carabinieri non allentano la presa. Sono numerosi i residenti che, attratti da quel trambusto e dalle sue urla disperate, si affacciano alle finestre. Qualcuno, comprendendo che sta accadendo qualcosa di grave, prende il cellulare per filmare la scena. Un gruppetto di passanti si ferma a un paio di metri da terribile scena. Riky, mentre si trova steso e immobilizzato, viene preso a calci. Qualcuno ne sente il rumore. Lui urla di dolore “Ahia! Ahia!”.

Alcuni intervengono intimando i carabinieri di smettere di prenderlo a calci. Più di una voce dei cittadini presenti chiede a gran voce ai Carabinieri di chiamare l’ambulanza. Anche Riky lo chiede. La sua voce si fa sempre più affannosa e flebile. Il colorito del volto si fa cianotico, inizia a emettere dei rantoli. Mentre uno dei carabinieri si alza da quella presa per andare a chiedere i documenti a uno degli astanti che più aveva protestato per quei calci, Riccardo Magherini pronuncia quelle che saranno le sue ultime parole: “Aiuto! Aiuto! Sto morendo! Sto morendo! Aiuto… c’ho un figliolo!”. Riceve un altro calcio e poi si cheta. Per sempre. I carabinieri non molleranno quella presa fino all’arrivo dei volontari del 118, una manciata di minuti più tardi. Questi ultimi riferiranno di essere stati ostacolti, nel loro intervento di soccorso, proprio da quella presa dei Carabinieri su Riccardo che così muore.

La Corte d’Appello di Firenze, dopo aver esaminato le testimonianze e, soprattutto, visionato i filmati girati dai presenti e acquisiti agli atti, non ha dubbi. Conferma le condanne già pronunciate dal Tribunale di Firenze. L’altro ieri la quarta sezione della Cassazione ha annullato tutto, con sorpresa di tutti, difensori degli imputati compresi, assolvendo gli imputati “perché il fatto non costituisce reato”. Una decisione con una forma che non era stata nemmeno chiesta dai loro difensori. Non sussisterebbe l’elemento psicologico a carico dei Carabinieri imputati perché o non potevano accorgersi di quanto stava accadendo a Riccardo – e cioè che stava morendo asfissiato sotto di loro – oppure (peggio) perché hanno semplicemente fatto il loro dovere non avendo in quel momento alcuna posizione di garanzia sulla salute e sulla vita di quel “soggetto” arrestato.

Sono un essere umano prima che un avvocato. Provo tanta amarezza. Nel mio intimo percepisco questa sentenza clamorosa e inaspettata, anche per la modalità della sua pronuncia, come una prova di forza dell’Autorità nei confronti dei cittadini tutti, quelli vittime di abusi, dopo quanto sta accadendo nel processo per la morte di Stefano Cucchi. Ma sicuramente mi sbaglio. Quello che posso dire che attendo con ansia di conoscere le motivazioni di una sentenza che uno dei difensori dei carabinieri ha auspicato possa fare giurisprudenza, evidentemente consapevole della sua eccezionalità.   
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P.S.:
A scanso di equivoci interpretativi dichiaro di essere nipote, per parte paterna, di uno zio - non c'è più! - che ha vestito i panni di Ufficiale dell'Arma e che ne sono orgoglioso; ripongo fiducia in questa; non in tutti gli "armieri", per quanto si legge.




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18 novembre 2018

Jasminum

Gelsomino comune








                                      Mi spiace non possiate sentirne il profumo; inebriante.

                           Nella zona Jonica dello Stivale, nella parte denominata Costa (Riviera) dei Gelsomini, il fiore si raccoglie di prima mattina ed il suo profumo, intensissimo, è causa, spesso dello svenimento delle raccoglitrici. 

                               Le nostre tre piante, originarie dalla citata zona, espandono i loro effluvi sul giardino e nell'aria circostante.

Foto scattate il 21 settembre c.a.










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15 novembre 2018

Quando mai!

Bussate e vi sarà aperto






                     Quando mai; le mura michelangiolesche difendono e nascondono lo Stato più ricco e non veritiero del Mondo dai passanti innocui che calpestano il suolo italico. 

                      Rimandiamo le Guardie pontificie, che si macchiano di azioni "delittuose", ivi compreso il sequestro di persona, a pascolare le mucche nei loro territori d'origine - al pari di quanto dovrebbe essere attivato per tutti gli stranieri parimenti colpevoli - e non consentiamo gli sconfinamenti che ledono la sovranità del nostro Stivale; non prima che il loro Datore di Lavoro abbia saldato i debiti con lo Stato Italiano (leggi I.C.I. et similia!).

da Il Messaggero:
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Guardia Svizzera acceca con spray urticante

 una passante con cagnolino

Città del Vaticano – La paura di possibili attentati e gesti di folli in Vaticano ha fatto perdere la trebisonda ad una delle Guardie Svizzere che stamattina montavano la guardia all’ingresso del piccolo Stato, a porta Sant’Anna. A farne le spese è stata  una malcapitata signora,  di nazionalità italiana, dall’aspetto piuttosto innocuo e dimesso che, accompagnata dal suo cagnolino,  si è avvicinata ad una guardia e, forse con un eccesso di curiosità e impeto, ha chiesto di poter entrare.  Il militare ha risposto che senza permesso non si poteva entrare. Ne è nato uno scambio di battute piuttosto acceso fino a che la guardia svizzera ha perso le staffe  e ha spruzzato negli occhi della signora un potente spray urticante.

La donna ha iniziato a piangere e urlare dal dolore, completamente accecata. Si è accasciata a terra disperata mentre stringeva il cagnolino. Le grida altissime hanno iniziato ad attirare sempre più gente. Una folla di turisti e curiosi sbigottita chiedeva informazioni sulla sofferenza della signora. A  questo punto la malcapitata è stata presa da altre guardie svizzere e dai gendarmi e nascosta allo sguardo della folla che intanto si ingrossava sempre più, attirata dal pianto disperato della donna. «Sono diventata cieca, mi hanno accecato». Dopo una decina di minuti è stata fatta arrivare una ambulanza vaticana e la donna con il suo cagnolino è stata portata via, all'interno dello Stato. I testimoni hanno raccontato che la donna si era limitata a fare una domanda al militare. Le Guardie Svizzere interpellate non hanno rilasciato nessun commento.
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14 novembre 2018

Nettezza Urbana

A.M.A. (Azienda Municipalizzata Ambiente - Roma)






                         Ieri mattina ho intrattenuto l'Azienda che si occupa della Raccolta dei Rifiuti su Roma per i continui disservizi che noi Utenti riscontriamo. Non sono inefficienze per errate scelte politiche, oltre la carenza di mezzi che deriva da un passato "allegro" e spensierato, ma - oggi - da cecità gestionale da parte del personale direttivo dell'A.M.A. e su costoro il Sindaco Virginia Raggi deve intervenire per rimuovere coloro i quali non si guadagnano/meritano la retribuzione.

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Leggo, su Il Messaggero, di novità che riguardano le sedi AMA; una per ogni Municipio.

Ho però sollecitato, più volte, la modifica della Raccolta de qua. Perché non si programma un solo passaggio settimanale per i rifiuti, ove già attivato da tempo il prelievo (ma solo sulla carta del programma!) porta a porta, eccetto che per l'Umido (Zona 19/b)?

Località Valle Santa sulla via di Boccea in Roma, km 12 circa; la Raccolta latita per scarsità di mezzi e personale, mi si dice (Zona 19/c), e non ho difficoltà a credere. Allora, ripeto, perché non si varia il Programma di Raccolta, a suo tempo stabilito, con una sola giornata a settimana per Carta, Plastica e Metallo, ed Indifferenziata? Un prelievo a settimana per ogni specificità (eccetto l'Umido), ma che sia effettivamente eseguito!

Mi sembra una proposta ragionevole, fattibile, con soddisfazione degli Utenti di Ville singole o a schiera che così non dovranno seguire, per tutti i giorni della settimana, il ritiro dei contenitori individuali che "addobbano" i nostri cancelli?

E' vero, si avvicina il Natale e gli addobbi sono d'uso, ma non di Nettezza Urbana!

La foto mostra la situazione alle ore circa di stamani; la Plastica vi staziona da sabato mattina - ore 7.00 - scorso, l'Indifferenziata da ieri mattina - sempre ore 7.00 -, e la Carta fa compagnia ai restanti contenitori da stamani, dopo le ore 7.00. Ho intrattenuto sulla questione evidenziata nella foto, stamani, il Vostro sig. Feliciotti il quale si prodiga, ma poco può fare.


Saluti e ... non dispero in soluzione ragionevole quale quella oggi, ancora una volta, reiterata all'attenzione dell'A.M.A..


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13 novembre 2018

Cyclamen coum

Ciclamino di bosco






                               Prolifera in uno dei vasconi sul portico, all'ombra di altre piantine.

                               Ora è fiorito!








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La sua famosa equazione dimostra come L’energia E e la massa m di un corpo non siano indipendenti. Possiamo calcolare l’una a partire dall’altra moltiplicando o dividendo per un fattore c², dove c è la velocità della luce nel vuoto. In altre parole la massa e la luce sono convertibili tra di loro, come gli euro con i dollari, ma al contrario delle monete il tasso di cambio tra energia e massa è fisso.

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