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Emulazioni (1/8)

Pasquinate





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Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo.

Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a farsi beffe anonimamente di personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti.

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Presto si diffuse il costume di appendere nottetempo al collo della statua fogli contenenti le cosiddette "pasquinate", satire in versi, dirette a pungere i personaggi pubblici più importanti. Ogni mattina le guardie rimuovevano i fogli, ma ciò avveniva sempre dopo che erano stati letti dalla gente. In breve tempo la statua di Pasquino divenne fonte di preoccupazione, e parallelamente di irritazione, per i potenti presi di mira dalle pasquinate, primi fra tutti i papi.

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                Alcune mie pasquinate, emulando il gesto che sconosciuti praticavano contro il Potere in Roma, esercitato in illo tempore - lontano dalla fede che dicevano di professare i Rappresentati di un Dio ()?) che non c'è - dal Papato: 


Corrispondenza dall'Antro cumano:


Davanti alla Sibilla tutti schierati

ad interpretar messaggi vi ho ritrovati.

Al freddo ed al gelo come si conviene,

stagione è questa ad espiar le pene.


O Roma o morte esclamò, la Carla

e Paola precisò la sua intenzione,

a coloro che intendono evitarla,

per non patire singolar tenzone.


Or la pausa è d'uopo a riposar la pugna

che ai cattolici romani fastidio assegna.

Al momento migliore la lasagna!


La Marsigliese in alto risuoni

contro il Papato pieno di soloni 

che han sbriciolato a noi i ... cabasisi.

pasquino (luigi)  


(In replica a commenti di due lettrici, credenti, 

Paola e Carla - ora perse nella note dei tempi - 

su questo Blog.)    



Peccati capitali:


Anche nell'Inferno c'è la specializzazione

e noi che ai Diavoli Superiori apparteniamo,

ci siam tenuti la "gola", la "lussuria" e la"minzione";

l'"innaffiamento" non è Peccato, ma godiamo.


Sì che le fiamme sotto le fascine

non abbiano a rosolare le "dannate"

nel dimenarsi nelle ore mattutine

in preda ai balli, orsù sfrenate.


Si fossi foco arderei per loro,

eccitandone la gola ed il ristoro, 

sotto un sughetto con il pomodoro.


Ma sono Diavolo, ancora Uomo, ed allora

le condurrò verso la lussuria e non la malora

ad ogni istante e non solo alla buon'ora.

pasquino (luigi)
 

(Il vero peccato è quello di raccontare menzogne, 

addobbati in abiti talari.)




Benedetto XVI alla Sapienza:

Mai in ginocchiato all'altare

né all'abito talare;

ho sempre guardato alla lontana

scorgendovi la teoria copernicana.


Or che le fascine son malsane,

gridiamo il nostro sdegno

contro quelle sottane,

sostenendo il galileo ingegno.


Son coloro che vivon genuflessi

che vorrebbero farci fessi.

Alla Sapienza acceda solo la Scienza

ed al Pastore nulla riverenza.

pasquino (luigi)  


(In occasione della visita del citato Papa nella culla 

del sapere in Roma, che ho frequentato.)

 




Pasquino
Pasquino 2018.jpg
La statua di Pasquino.
Autoresconosciuto
DataIII secolo a.C.

P.S.:
Si narra - non so è storia o leggenda - che Nonno Luigi era solito affiggere sul portone della chiesa di Portosalvo in Siderno i sui sonetti di denuncia contro la Chiesa di Roma.

Pubblicato il 3/1/2020 alle 4.40 nella rubrica Diario.

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